Allunghiamo la falcata!

Un particolare problema che limita i podisti amatori nell’esprimere al meglio il proprio potenziale organico, è la ridotta efficienza meccanica che da un paio d’anni sto rilevando anche su di me, proprio ora che mi sto avvicinando ai 60 anni.
Ciò che noto su di me lo vedo espresso in vari modi nei podisti che incontro per le vie del mio paese, e nelle corse podistiche cui assisto. Per limitare gli effetti del fisiologico invecchiamento sto agendo essenzialmente sull’aspetto biomeccanico, perché noto che bastano un paio di stimoli specifici a settimana per avvertire che l’efficienza di corsa si mantiene discreta.
La mia proposta per questo aspetto è di agire, in modo semplice, sul miglioramento della falcata. Osservando gran parte degli amatori, non solo quelli over quaranta, noto che tanti procedono con un passo piuttosto corto perché questa è la modalità meno dispendiosa per correre, non tanto perché si fa meno fatica, ma perché il patrimonio muscolare del soggetto è piuttosto ridotto. Tanti corridori amatori non riescono più ad avere una buona falcata perché non sanno né correre velocemente, né spingere. Si dovrebbe quindi dedicare tempo ed energie al potenziamento con sovraccarico, alla corsa in salita, all’interval training, ma stavolta suggerisco di usare la discesa come occasione per migliorare l’efficienza meccanica. La discesa a cui mi riferisco ha però una caratteristica particolare: la pendenza non deve essere superiore al 2%, e quindi parlare di discesa è improprio ma piuttosto di un falsopiano.

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