Alcuni consigli per vincere la crisi del maratoneta

 

  1. In primo luogo sarebbe buona norma predisporre già qualche giorno prima un piano d’emergenza nel caso in cui dovesse malauguratamente presentarsi la crisi. Meglio studiare in anticipo e con attenzione una strategia che farsi trovare impreparato durante la gara, lo scoramento e la perdita di autostima potrebbero portare il maratoneta a scegliere strategie sbagliate, o addirittura alla decisione di abbandonare. Per esempio si può stabilire “a tavolino”, se dal venticinquesimo – trentesimo chilometro si avvertisse una respirazione piuttosto affannosa o si toccasse già una frequenza vicina a 170 battiti cardiaci al minuto, di ridurre il ritmo di 10” a km, in modo da riequilibrare l’equilibrio aerobico.

  2. Di fronte al sopraggiungere della crisi, mai farsi prendere dal pessimismo: diventa necessario spostare la propria attenzione su alcuni aspetti positivi, quali il fatto che il traguardo non è poi così lontano, che ad attendere l’atleta all’arrivo ci sono i familiari che, in ogni caso, lo accoglieranno con gioia, che il portare al termine una maratona anche in un tempo superiore al previsto rimane sempre un bel risultato

Intervenuta la crisi è necessario aumentare la “concentrazione sulla propria corsa”, fare attenzione ad accorciare il proprio passo in modo da avere una spesa energetica inferiore. Un grosso aiuto psicologico lo si ottiene anche dividendo il tragitto ancora da percorrere in tanti piccoli traguardi (tecnica del Framing): raggiunto un traguardo parziale il maratoneta ritroverà, a livello inconscio, nuova fiducia e ottimismo.

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