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Entrato nel vivo, il Criterium, è ormai un appuntamento atteso per "pigiare" e mettere a frutto i ritmi elevati, che maturano. La giornata di Collesalvetti è stata bella e soleggiata, ma freddina, anche se non come sul Trasimeno. Il percorso, molto tecnico, dal 3° al 7°, si è snodato su una strada collinare, fangosa e con alcuni tratti scivolosi. Ma quando "tiri", "tiri", e le traiettorie sono importanti, tant'è che alla prima curva, subito dopo la partenza, trascinato dal gruppone (e a tutta velocità!) ho insaccato in uno strato di fango profondo, che mi ha bloccato la scarpa. Mi sono trovato a correre un paio di metri con una scarpa in meno. Divertito, sono tornato indietro a riprendermi lo scarpino, che ho estratto con qualche difficoltà, e sono ripartito. Ci volevano gli occhiali di Valter per riprendere la scena, ha commentato il Presidente. Il primo chilometro con la pausa mi è venuto 4' 45”! E ho chiuso i 9 chilometri in 43'. Ognuno si diverte come può. Fredda e gelida anche la giornata di Vorno, per la classica passeggiata nei boschi, confortata da un bel solicino che ha reso il panorama della piana di Lucca ancora più luminoso. Per impegni a Marina di Vecchiano, dove l'amministrazione comunale aveva organizzato la giornata di pulizia della spiaggia, ho imboccato la 19, ridotta a 17. Un classico mangia e bevi, con un unico tratto di diversi chilometri di salita, praticamente continua, e la seconda parte tutta in discesa, tra i boschi. Nel silenzio, con il vento che fischiava tra i pini marittimi, che scricchiolavano e gemevano, sono sceso leggero, “in discesa vanno anche i ciocchi”, poi mi sono imbattuto nella fiumana vociante dei marciatori che rientravano. Superandoli di corsa verso l'arrivo, mi sono sentito come il Gatto con gli Stivali, al quale il Marchese di Carabas, aveva ordinato “di precederli per preparagli uno spuntino, immaginando che sarebbero arrivati affamati, dopo la passeggiata”. E così è stato, sono arrivati affamati. Ma hanno trovato un bel bachetto. Con parsimonia tutta lucchese, agli estremi margini del tavolone imbandito con crostate, frutta, thè e cioccolato, bruschette e vino, una larga signora mi ha versato con cura, un mezzo bicchiere di acqua. E' della nostra sorgente, mi ha detto radiosa, come quando si fa una gentile concessione. Grazie, signora, avevo proprio sete.
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