18 dicembre 2011, maratona di Pisa, il resoconto di Michele

di Michele Passarelli

Quando in fase di presentazione a Settembre dissi in conferenza stampa anche solo l’idea di fare gli ultimi 195 metri nello scenario di Piazza dei Miracoli mi metteva I brividi ne ero veramente convinto … e così è stato. Nonostante quello sia uno scenario nel quale corro ogni giorno (o quasi) unire l’emozione che si prova quando si conclude una 42 con quella di farlo nella più bella piazza del mondo … insomma oltre all’emozione c’è stata anche un po’ di commozione … che non guasta mai.
Avere fatto la Maratona da (semi) organizzatore e da Consigliere Comunale, quindi comunque con un minimo di visibilità, è stato particolare. Innanzitutto per la stanchezza dei due giorni precedenti nei quali ci siamo un po’ tutti massacrati per fare in modo che l’organizzazione fosse quanto di meglio si potesse offrire, poi perchè la partenza in prima fila, oltre ad emozionare e parecchio, ti obbliga anche ad una cosa alla quale non avevo pensato: non basta mettersi da un lato e far passare gli altri … se non corri veloce nei primi Km ti asfaltano.
Comunque, andando per ordine: alla partenza io, Felicino e Cumpà arriviamo con la tutina di Armageddon, gli eroi dello spurgo, prego notare la foto allegata per comprendere. Devo dire però che, a parte l’estetica, la tutina ha fatto bene il suo compito di riparo dal freddo pungente.
Poi la prima fila, i complimenti del Sindaco (che ha chiaramente detto che dopo avermi visto vestito da imbianchino non mi ricandida più), foto ed addirittura interviste e poi, finalmente, il via.
Come dicevo per evitare l’asfaltatura ho corso i primi due Km a 5,10 di media (che per me è volare) … dopo un po’ avrei potuto rallentare, ma sarà stata l’aria di casa, sarà la bellezza dei lungarni o la nuova pavimentazione di Corso Italia … ho continuato a tirare fino al settimo, quando il fisico ha richiesto una sosta fisiologica; questo è stato un errore grave (non la sosta, il tirare così forte), ma me ne sono reso conto alla fine.
Alla ripartenza dal bisogno prendo un ritmo più consono a me (5,25/5,30) … mi passano gli amici Valter e Graziano … Stefano mi aveva già passato da un po’ … tengo il ritmo fino alla splendida basilica di S.Piero che, come mi succede ogni volta che la vedo, mi fa spalancare il cuore.
Corro per un po’ con i pacer della mezza dell’ora e cinquanta che, nel momento della separazione mi urlano: “Vai, siamo tutti con te” … “visto che ci siete prestatemi anche un paio di gambe” penso io.
Si arriva facile facile a Tirrenia, il ritmo calicchia, ma è sempre ampiamente sotto l’obiettivo delle 4 ore … passo alla mezza in 1,56 netti … circa 4 minuti di anticipo sulla tabella; da notare il gruppo di tifose del Rossini sez. Tirrenia che mi hanno aiutato non poco a distrarmi nelle strade interne.
Sul lungomare tutto tranquillo … il ritmo scende naturalmente, ora sono sempre sopra i 5,40 al km, ma non mi sento stanco e poi ho l’obiettivo di sentire la prima band in piazza a Tirrenia … d’altra parte sono una mia innovazione, voglio vedere come va. In piazza a Tirrenia poca gente, ma la band va alla grande, così come Radio Bruno a Marina. Insomma si arriva tranquilli al Trentesimo in piena tranquillità. Mi fermo al ristoro della Rossini e mi sento a casa, due parole con i volontari e poi si riparte, un po’ più lenti del dovuto. Al 32,5 lo spugnaggio con il fantastico Giuntini che incita chiunque passi, figurarsi uno del suo gruppo … al 33 un altro complessino che suona una bellissima canzone dei Beatles … insomma ho in effetti rallentato un po’ troppo, ma in fondo non mi sento tanto male.
E invece, come capita sempre all’improvviso, arriva il MURO. Comincio a sentire mal di gambe, un po’ di dolori di stomaco, penso troppo a quantoi devo fare di media per stare sotto le 4 ore … insomma la testa non va più, così, di colpo. Inizio a pensare che ho dato troppo all’inizio ed ora non ne ho più … mi fermo al 34 distrutto, poi vedo in fondo al viale il rifornimento dei 35 e riparto. Mi fermo … bevo, ma non ci sono più banane, che sono l’unica cosa che mangio di solito; potrei prendere un gel che ho in tasca, ma ho paura per lo stomaco. Insomma … un calvario.
Dal 35 al 40 e tutta così. Mi passano un paio di amici della Rossini … Nina mi incita, la ragazza che la accompagna in bici mi offre dell’acqua … io ringrazio, rifiuto e cammino ancora un po’. Riprendo al 38 un ritmo decente, mi rifermo al 39 … poi vedo la città e qualcosa nella testa scatta. Arrivo al rifornimento dei 40 tranquillo … ho fatto 5 km in 35 minuti … un’eternità; mi fermo bevo un bicchierino d’acqua e mi sento un altro. Riparto di scatto e capisco che non mi ferma più nessuno … negli ultimi due km credo di aver superato una trentina di persone, ho corso a 5,40 di media e non sentivo assolutamente la stanchezza … se si chiama Piazza dei Miracoli un motivo ci sarà.
A 500 metri incontro la Patty che mi fa una foto (che credo non sia venuta, sentite le imprecazioni alle spalle), poi vedo Pippuzzo e Matilda ai quali chiedo se il padre fosse già passato … eh già Felicino per la prima volta è dietro di me, svolto in Piazza dei Miracoli e mi si apre il cuore … il traguardo in fondo, Duomo e Battistero sulla destra … un po’ di commozione sale, devo essere sincero, ma poi è solo felicità.
Dopo il traguardo ci sono Stefano e Massimo ad aspettarmi, c’è la bellissima medaglia di quest’anno, c’è il Maggini, che non ci credeva che la finissi. Ho battuto il mio record di 5 minuti, nonostante tutto … certo sono consapevole che posso fare meglio, oggi che scrivo non mi fanno neanche male le gambe … posso andare più forte, ma devo imparare a gestire meglio l’euforia iniziale.
Bene, ora riposo fino a Gennaio e poi si inizia a preparare Parigi (15 Aprile); e si inizia a collaborare con i Maratonabili, che forse è la cosa che più mi è piaciuto conoscere in questa edizione della PisaMarathon.
Anche in gara vedere questi ragazzi e ragazze felici di correre la loro Maratona è stata un’emozione impagabile che voglio, se posso, vivere da più vicino.

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