22 gennaio, Puccini Half Marathon, il resoconto di Michele Passarelli

Tornando da Torre del Lago oggi, dopo aver corso la Mezza Maratona con il tempo più alto della mia breve esperienza podistica, con l’amico Felicino riflettevamo che esperienze come quella che abbiamo fatto oggi con i MaratonAbili, dovremmo farla spesso, più spesso possibile, perchè è una bellissima esperienza certo, ma anche perchè ti rimette in riga rispetto alle corse (figurate) che facciamo nella vita di tutti i giorni, magari rincorrendo falsi miti e tornare alle basi dell’essere persone alle quali basta un gruppo di amici, un sacco di risate e un obiettivo alla fine di un percorso, un obiettivo che raggiunto semplicemente ti mette i brividi … e allora mi sa che la faremo più spesso questa esperienza, il più spesso possibile.
Ma andiamo con ordine. Io e Felicino, in rappresentanza dell’intero P.U.p.PA. Team, partiamo alle 7.30 da casa mia in direzione Torre del Lago, l’appuntamento è alle 8.15 con l’intero team dei Maratonabili. Per i dettagli di chi sono e cosa fanno i MaratonAbili rimando tutti al sito ed al gruppo Facebook, ma in breve posso dire che sono persone che, in grande allegria e nella maniera più semplice possibile dà una mano nel fare una Maratona o una mezza, a chi non potrebbe farcela da solo che, da parte sua, dà una mano a tutti gli altri a rimettere in ordine le priorità della vita. E questo scambio di favori, importanti e fra amici, svolto in estrema allegria, cantando e ballando per tutto il percorso, è alla base, a mio avviso, di questa fenomenale iniziativa.
Insomma, arriviamo, ci presentiamo al gruppo (è la prima volta per noi, siamo anche un po’ tesi sinceramente) e finalmente indossiamo la maglietta e attacchiamo il palloncino di riconoscimento. Conosciamo l’intero gruppone, i ragazzi e tutti gli altri e con loro ci dirigiamo alla partenza. C’è un’umidità notevole, fra freddino, quindi iniziamo il riscaldamento, ma non quello classico, iniziamo a ballare a ritmo della musica del Carnevale di Viareggio, sparata a tutto volume da un’auto che aveva l’amplificazione di una discoteca; a dire il vero proviamo anche a fare un trenino, ma il tentativo va miseramente a vuoto.
Partenza 3 minuti prima della partenza ufficiale, fra gli applausi di tutti i presenti e grande emozione da parte di tutti noi. Ci fermiamo dopo 200 metri per far passare il gruppone ed accodarci ai nostri ritmi che dovrebbero essere di 6 minuti al km, ma qui, prima sorpresa, si parte veloci, anche con punte di 5,20 a Km, che in questo stato di forma attuale, per me, è una fatica immensa. Bella la cornice, soprattutto bello l’incrocio sul viale dei Tigli con i più veloci … voglio solo segnalare che il primo, quello che ha vinto, è passato vicino al centro della strada ed ha voluto dare il “5” a tutti i MaratonAbili … e così hanno fatto quasi tutti i runners, gridando, applaudendo ed incitando questo gruppo di folli che cantavano di continuo olèolèolèolè olèolè.
L’esperienza di spingere le carrozzine dei ragazzi è fenomenale. All’inizio ho studiato come facevano gli altri e poi mi sono lanciato, con un po’ di tensione ovviamente, ma prendendo confidenza metro dopo metro. Soprattutto alla fine però il rischio, data la stanchezza (mia, non loro che incitavano di continuo) era quella di farli rimanere un po’ indietro rispetto al gruppone, allora ho lasciato spazio a chi ha più gambe di me e mi sono messo, dal 16° in poi, ad andare al mio ritmo (accanto a Paola, una Minni cosentina di Pistoia) senza forzare, tenendo il gruppo a 100 metri davanti a noi.
A un paio di Km dal traguardo poi, il gruppo si ferma ad aspettare i ritardatari come noi … si deve arrivare “in parata”. I ragazzi avanti e gli altri a seguire … si va pianino, anche perchè all’ultimo Km incontriamo un’altra ragazza che per ora non ha la carrozzina adatta, ma che vuole correre l’ultimo Km con noi. Si viaggia tra gli applausi degli spettatori e dei runners che tornano alle macchine e, come dice Felicino, la “ciccia di gallina” di questi momenti è la cosa più bella di questa giornata. Si arriva cantando cori da stadio, felici e senza guardare il tempo.
Alla fine salutiamo tutti con un grazie di cuore, perchè siamo noi a dover ringraziare chi ci ha fatto vivere queste sensazioni e con un “ci vediamo presto, al più presto”. Tornando alla macchina sentiamo i classici discorsi da fine gara: “il pace andava troppo forte”; “all’11° sono scoppiato”; “sono partito troppo lento” … e per una volta siamo più che felici di non pensare affatto alla prestazione … ci sarà tempo anche per quello, c’è Parigi da preparare e correre, ma la correremo con un cuore diverso, anche se tachicardico come il mio.
Marco Vannucci mi ha chiesto a 500 metri dalla fine: come va? La mia risposta è stata: “Na Bellezza” … ecco il riassunto di questa giornata non può essere diverso: “Na Bellezza”.

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