Una dura critica alla Rossini Corre

Sul gruppo Facebook Passione Podismo c’è un intervento di Stefano Ercolini arribbiato per cosa è successo durante la nostra corsa. Penso sia giusto riportarlo sul nostro sito e, per quanto possibile, rispondere nella sezione commenti.

Una volta tanto, in mezzo a tanta allegria, a foto scherzose e sorridenti, voglio gridare forte quanto sono incavolato.
Oggi, a Pappiana, durante la corsa organizzata dalla Podistica Rossini, valida per il Criterium Podistico Toscano e per il Trofeo Podistico Livornese, mia moglie ha rischiato di farsi molto,molto,male a causa di un idiota che ha invaso il percorso (UFFICIALMENTE CHIUSO AL TRAFFICO) con la sua “fiammante” Panda rossa.
Non contento, dopo averla investita e averle quasi fratturato un polso, ha pensato bene di concludere la sua bravata dopo averla minacciata di percosse.
Augurando a questo gentleman di subire al più presto un’esperienza altrettanto piacevole e costruttiva, vorrei fare una piccola riflessione sui criteri di organizzazione delle gare competitive (e non) alle quale partecipiamo.
Spesso i gruppi sportivi, nella giusta ambizione di proporre manifestazioni sempre più interessanti e coinvolgenti, focalizzano la loro attenzione su particolari capaci di colpire la fantasia di noi podisti: bei pacchi gara, le telecamere di Atletica e Podismo, il chip cronometrico, uno speaker ufficiale e un ottimo ristoro.
In tutto questo da fare però, si finisce per dare scarsa importanza alla qualità del percorso,spesso pericoloso (come quello di Campo) o mal presidiato come nel caso di Pappiana.
Solo una assoluta superficialità del controllo del percorso infatti, ha permesso all’idiota in panda rossa di piombare sul percorso e sfiorare la tragedia. Si noti bene, c’erano molti bambini e non oso pensare cosa poteva succedere se, invece di un’adulta, il nostro geniale automobilista avesse colpito uno di questi.
È giusto rischiare la vita perchè non si riesce a far rispettare un divieto di transito?
Come mai non c’era un Vigile Urbano in giro, magari al fianco dei volontari che hanno contribuito a rendere possibile la corsa?
Noi podisti siamo, troppo spesso, a stento “tollerati” dal mondo circostante e dalle stesse amministrazioni locali. E questo, lasciatemelo dire, per colpa nostra. Le Società podistiche, pur numerosissime e ricche di tesserati, sono chiuse in se stesse, dominate da interessi localistici e da rivalità e per questo incapaci di far sentire concretamente la loro voce presso le amministrazioni locali. Incapaci di organizzare corse sicure oltre che piacevoli.
Dovremmo essere il vettore del diffondersi della cultura sportiva, sinonimo di tolleranza, lealtà e rispetto dell’avversario, ma ,spesso, non riusciamo ad andare oltre l’odore da sagra paesana dei ristori post-gara.

Scusate lo sfogo, ma sono incazzato.

Un commento:

  1. Caro Stefano,
    sono enormemente dispiaciuto di quello che è successo a tua moglie ieri durante la nostra corsa. Purtroppo, come si dice, la mamma degli imbecilli è sempre incinta. Una gara di paese come è questa di Pappiana si basa sulla collaborazione di tutti, podisti, organizzatori, forze dell’ordine e cittadini. Se qualcuno non collabora il rischio di situazioni come quella che hai descritto è alto. Succede a manifestazioni molto più importanti della nostra, dove le strade sono davvero chiuse al traffico (per la nostra no, ad eccezione del tratto di fronte alla partenza ed all’arrivo); hai mai corso la maratona a Milano?
    Proprio per la preoccupazione che abbiamo nei confronti dei podisti e della scarsa collaborazione che abbiamo da parte dei Vigili Urbani di San Giuliano Terme quest’anno abbiamo cambiato il percorso. L’anno scorso facevamo due giri passando dall’abitato di Pontasserchio ed avevamo avuto rassicurazioni dai VV.U. sul presidio del percorso e dall’azienda dei trasporti che in quell’ora avrebbe fatto passare il pulman da un percorso alternativo. I risultati furono nessuno delle forze dell’ordine a presidiare ed il pulman che passò sul percorso mentre ancora c’erano podisti in arrivo. Così quest’anno più di metà degli 8 km totali erano sulla pista ciclabile lungo il Serchio e sulla strada sterrata lungo il fosso. Dopodiché sul percorso il nostro personale c’era e pronto a suggerire le strade alternative per arrivare dovunque nel comune senza passare da quelle della gara, ma tu sai meglio di me che quando un automobilista vuole andare si sente in diritto di farlo anche a rischio della incolumità altrui.
    Non si tratta, se mi permetti, di incapacità di farsi ascoltare, ma si tratta di sordità di chi è direttamente assegnato a garantire certi servizi alla comunità e non lo fa; in questo le amministrazioni sono responsabili, nel non riuscire ad imporre al proprio personale la volontà e le necessità di noi cittadini.
    Infine la considerazione sulla sagra paesana. Hai ragione, l’odore della sagra paesana c’è. C’è in tutte le nostre manifestazioni e così, secondo me, deve anche essere. Vorresti una maggiore asetticità? Professionismo? Io proverei a scambiarli con la professionalità. Per questo ci siamo sforzati in questi anni di migliorare gli aspetti organizzativo/agonistici: il pecorso segnato, il chip, lo speaker, ovvero quelle cose che rendono l’evento podistico un po’ meno paesano.
    Se arriva un cretino che vuol mettere sotto e menare tua moglie tutto questo non conta e l’unico modo, pare, per non farlo avvenire è trasformare la nostra corsa in una processione. Durante quelle di Pasqua i Vigili c’erano, presidiavano e gli automobilisti erano ligi alle regole. Io personalmente però alle processioni non vado e mi piacerebbe poter continuare ad andare a correre.

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