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Consigli di ORLANDO PIZZOLATO |
La
spinta dei piedi
Chi
corre al mattino presto, per intenderci prima di colazione, ha il vantaggio
di farlo in un ambiente tranquillo: il traffico è scarso, l'ria più
pulita e c'è molta calma. Il silenzio che attornia favorisce la percezione
dell'impegno del proprio corpo: si sente maggiormente il rumore del
respiro, si avverte anche il sangue fluire nelle vene ed il cuore pulsare,
ma la cosa più evidente è il rumore dei passi sull'asfalto. La fase
di contatto dei piedi con il terreno mette spesso a disagio il corridore,
perché è più rimbombante di quanto egli possa immaginare.
In altri momenti della giornata il brusio dell'mbiente nasconde questo
aspetto dell'azione di corsa che non s'immagina essere così pesante.
La causa del rumoroso contatto del piede con l?asfalto può essere in
parte dovuto al materiale della scarpa, a volte un pò troppo rigido,
ma il vero motivo per cui l'appoggio a terra del podista è rumoroso
è la scarsa elasticità delle strutture del piede. E' sufficiente correre
appoggiando in maniera più morbida il piede a terra che il rumore si
attenua considerevolmente.
L?impatto forte del piede a terra evidenzia che la propria corsa è poco
elastica e reattiva, e per correre con maggior efficacia e rendimento
si devono potenziare questi aspetti tecnici. La grande maggioranza dei
podisti dediti alle competizioni di lunga durata ha una corsa poco efficiente,
un po' perché non sono stati dotati dalla natura, un pò perché il passare
degli anni toglie forza ed elasticità muscolare. E' sufficiente dedicare,
un paio di volte la settimana, alcuni minuti ad esercizi specifici per
incrementare la reattività dei muscoli dei piedi nella fase d'appoggio.
Le esercitazioni più efficaci che aumentano la forza, la reattività
e l'elasticità dei polpacci (che sono i muscoli che determinano la spinta
dei piedi a terra) sono quelli della corsa a ginocchia alte, della corsa
calciata, dei saltelli sul posto, della corsa a passi corti ma con spinta
marcata verso l'alto, della corsa a passi ampi ma con forte spinta verso
l'avanti, ed altri ancora. Tali esercitazioni sono molto valide per
migliorare l'efficacia dell'azione di corsa, ma determinano un aspetto
negativo: l'impatto con il terreno è traumatico, come avviene quando
si corre in discesa. Nella fase di contatto del piede la sollecitazione
dei muscoli (contrazione eccentrica) è molto forte e le fibre muscolari
si stirano. E' vero che in questo modo si allenano i muscoli a migliorare
la resistenza allo stress, ma quando non si è più giovani (e non intendo
l?età cronologica, ma quella biologica) la sollecitazione può essere
eccessiva. Non per questo si deve tralasciare il rafforzamento muscolare;
basta eliminare gli esercizi che implicano una fase di caduta.
Per incrementare forza ed elasticità muscolare si possono fare esercizi
più semplici come: alzarsi sulle punte dei piedi sia in maniera lenta
sia rapida, camminare con un movimento di rullata che va dal tacco alla
punta dei piedi, salire su di un gradino terminando con una forte spinta
dei piedi, correre ad andatura lenta ma con forte spinta dei piedi.
Bastano alcune sedute per apprezzare un miglioramento dell'azione di
corsa, com'è sufficiente saltarne alcune per avvertire lo scadimento
della risposta elastica dei piedi.
Per approfondire questo argomento ti suggerisco la lettura dei seguenti
articoli apparsi su Training News: La ginnastica speciale del podista:
ginnastica neuromuscolare.
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di Orlando Pizzolato su
www.orlandopizzolato.com
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