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Preparare una maratona è sempre molto impegnativo e faticoso e a volte qualcosa va storto: al punto che tutto l’allenamento accumulato va in polvere. Questo è quello che mi è capitato quest’estate.Durante il periodo più importante per la maratona di Riccione, un piede ha cominciato a fare capricci, ma era tanta la voglia di correre quella maratona, tanta la gioia con cui la preparavo, che ho cercato in tutti i modi di tamponare il problema, sperando di poter arrivare alla data prestabilita.Purtroppo non è andata così, la maratona è saltata e anche tutta la mia preparazione è andata in fumo, perché a quel punto ero ben decisa a levarmi il problema per sempre.Alla fine di settembre camminavo con le stampelle, ma sapevo con certezza, di aver preso la decisione giusta. Siamo a Novembre inoltrato, e finalmente, eccomi di nuovo calzare le mie scarpette, quelle vecchie e consumate, ma perfette per ospitare un piede un po’ incerto.Gioia e apprensione, convinzione e incertezza passavano per la mia mente, poi nient’altro che grande soddisfazione perché ormai il mio primo allenamento era iniziato. 30 minuti di emozionanti sensazioni, con il pensiero che correva già agli allenamenti successivi. Per i giorni seguenti, la mia idea era di correre due giorni con uno di riposo, aumentando piano piano i minuti,e infatti, con tutta la mia lentezza, ho raggiunto l’ora di allenamento proprio agli inizi di questa settimana. Il giorno di S.Lucia, ho voluto coronare un obbiettivo che mi ero prefissata durante l’intervento. Fare il mio allenamento collinare preferito e raggiungere il paese di S.Lucia (per l’appunto). Ho impiegato più tempo del previsto, ho faticato tanto, ma ho raggiunto la “vetta”. Ero emozionata e soddisfatta, inoltre davanti ai miei occhi si è spalancata la versilia in tutta la sua estensione e la limpidezza della giornata, mi ha dato la possibilità di trovarmi in “Paradiso”. Vedevo da Livorno a La Spezia, le nostre isole, insomma…tutto! Stamattina, credo di aver provato le stesse sensazioni, in un altro modo. Ho deciso, all’ultimo momento di correre dopo tanto tempo una gara competitiva. Non avevo abbigliamento amaranto, ma le mie compagne hanno provveduto, e cosi, mi sono presentata a Galceti. All’inizio, Il freddo e il vento, hanno fatto da padroni , anche se la bellezza di una breve nevicata prima della partenza ha dato un tocco Natalizio. Mi sono ritrovata nel mio mondo: non c’è cosa più bella che condividere le emozioni, la fatica, il sudore con tutte quelle persone che la corsa ti fa conoscere . Faticavo, arrancavo, i km scorrevano molto lentamente, ma ero contenta, perché “C’ERO” Ora che sto scrivendo, sento che i miei muscoli gridano vendetta, ma è una sensazione piacevole, che mi mancava da troppo tempo.
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