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Terminata la gara il maratoneta provvederà ad idratarsi e ad assumere carboidrati, meglio se in forma liquida, per restituire con sollecitudine all’organismo parte di quanto perso durante la prestazione; e non dovrà esitare a sottoporsi ad un buon massaggio. Quasi tutte le maratone più importanti prevedono questo servizio. Una doccia negli spogliatoi, o un lungo bagno in albergo o a casa daranno al maratoneta la sensazione di liberarsi della fatica: alcuni podisti giurano sull’effetto altamente defaticante del bicarbonato aggiunto ai sali da bagno. Il pranzo del dopo maratona non potrà essere pantagruelico: l’organismo è provato e non è il caso di sottoporlo ad un altro superlavoro, un minestrone si rivela il piatto ideale poiché aiuta a ristabilire l’equilibrio elettrolitico e reintegra l’organismo dei sali persi con la sudorazione. Anche un’abbondante fetta di torta di mele o crostata è ammessa, mentre banditi sono i dolci che contengono panna o creme, per i lunghi tempi di digestione che comportano. Il giorno seguente sarà bene evitare di riprendere a correre: se vi sono le condizioni, verrà utile effettuare lunghe nuotate in piscina o una passeggiata in bici su percorsi pianeggianti; in ogni caso sarà bene dedicare molto tempo agli esercizi di stretching. Il mal di gambe che accompagna l’atleta al termine di ogni maratona comparirà già dopo alcuni minuti e raggiungerà il suo massimo nelle dodici, ventiquattro ore successive. Spesso si addebita la causa alla presenza di acido lattico nel muscolo, ma quest’ultimo viene rimosso nel giro di qualche ora dal sangue (dopo quindici minuti moltissimi maratoneti hanno gia dimezzato la quantità di acido lattico presente nel sangue e prodotto a livello muscolare) mentre i dolori permangono per alcuni giorni. Le cause vanno invece ricercate nello svuotamento del glicogeno nel muscolo e nel danno che subisce il tessuto connettivale di sostegno, dovuto alla continua azione di contrazione seguita dalla fase di allungamento (lavoro eccentrico) a cui esso viene sottoposto per tutta la durata della gara . Molti medici suggeriscono di alleviare il dolore facendo uso di antinfiammatori: ritengo questa terapia non indispensabile, anche perché la gioia per aver portato brillantemente a termine una maratona finisce per far dimenticare qualunque dolore fisico. Il ritorno alla corsa va gestito con una certa prudenza: biopsie muscolari hanno evidenziato che serviranno tre - quattro settimane perché il danno muscolare venga completamente riparato. Nella settimana successiva alla maratona verranno dedicati pochi minuti alla corsa, al cui termine sarà bene effettuare una serie di allunghi non impegnati. Soltanto nella seconda settimana sarà possibile effettuare sedute più lunghe a ritmi lenti e con i soliti allunghi finali, mentre dalla terza si potranno inserire le sedute a ritmo medio. Bisognerà però aspettare la quarta settimana per inserire nel programma d’allenamento lavori più veloci.
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