Vagabondi. Così gli anziani della Rossini salutano i podisti del gruppo che per vari motivi (carichi di allenamento infrasettimanali, impegni familiari) non imboccano le lunghe, ma si infilano discretamente nel percorso medio, sperando di farla franca e di non essere visti.
La corsa di Castelfranco di Sotto è il secondo appuntamento annuale con i dolci colli delle Cerbaie, dopo le fatiche e le asperità del Monte Pisano, nella corsa di Uliveto, le salite delle Cerbaie appaiono un'oasi di pace. Lasciata alle spalle la severa porta turrita di Castelfranco, testimonianza della città di frontiera al tempo delle grandi contese tra Pisa e Firenze, ci incamminiamo in un lungo viale fino al canale Usciana, che passiamo facendo attenzione a respirare solo con la bocca. Sono le 8 e 15 e incrociamo i podisti che avendo letto al contrario il regolamento delle Tre Province, pensano che non si deve partire dalle 8 alle 8,15 ma che si deve arrivare, e pertanto si studiano di rispettare il regolamento, quelli più in difficoltà non si peritano a partire anche alle 6 o anche prima. L’importante è arrivare entro le 8,15. Noi invece abbiamo ancora da percorre il magnifico giro nella riserva naturale statale di Montefalcone. Il cartello predisposto dalla Podistica Castelfranchese ci dice che abbiamo percorso già 2.800 metri e ora ci aspettano i percorsi di 12, 16 e 21. Con un cartello così curato e attento alle esigenze del podista, lasciamo perdere il gps, ci fidiamo e imbocchiamo la 16. Alla villa di Montefalcone molti podisti e marciatori sono stati accolti da una lamieraccia con delle scritte a vernice bianca, da lontano qualcuno avrà pensato alle solite scritte anarchiche o finemente sportive tipo Forza Pisa Viola m… e invece la lamiera dice che il posto è tenuto pulito dagli abitanti del luogo, che augurano a tutti amore e rispetto per la natura. Messaggio condivisibile, ma l’attenzione è catturata da altri segni che fanno capolino sull’asfalto della sommità del colle, segni inequivocabili: 2000, 1500, 3. Siamo su una pista di allenamento. A quei segni i cronometri si fermano e danno il loro responso. In silenzio, pensando alle private fatiche di chi ha la fortuna di allenarsi su quel percorso immerso nella natura, scendiamo nella riserva naturale, e ci avviciniamo al punto di arrivo. A Castelfranco ci aspetta una insolita insalatiera, che ci sorprende piacevolmente. E un bel raduno di podisti e marciatori che parlano cordialmente di corse, di allenamenti, di tutto. Qualcuno fa anche acquisti. Una signora tratta un paio di scarpe, e il venditore le spiega che quel modello è più traforato dell’altro. In fondo anche se potenti ausili per la corsa, le scarpe da running si possono scegliere anche in base alla traforatura. A domenica prossima, in un altro parco naturale quello di San Rossore per la corsa dell’AIDO (Per donare la vita) per l'occasione anche Mezza maratona Città di Pisa.
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