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Cronache dei nostri podisti
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La conciliazione degli opposti. Per lungo tempo le menti più acute del nostro genere, scienziati e matematici, teologi e artisti sono state attratte da una sorta di regolarità affascinante quanto incredibile: gli opposti coincidono. Una nuova occasione per assaggiare questa costante l’abbiamo avuta domenica con la gara di San Rossore. I marciatori più incalliti, quelli che non cedono il passo nemmeno per sbaglio, che si piazzano al primo ristoro e occupano tutta la carreggiata come a dire “qui non si corre, si mangia”, si sono trovati con i podisti “amatori” da centinaia di km al mese, che si muovono fra ripetute, medi, lunghi come un sarto con le stoffe e che se non fai almeno 4’00” /km ti guardano con tenerezza, e ti dicono non preoccuparti va tutto bene, l'importante è correre. Eppure domenica eravamo tutti insieme in una calda giornata di sport e di amicizia, in fondo anche la gara dei trapiantati è una conciliazioni degli opposti, alcuni corridori vivono grazie alla generosità di altre persone più sfortunate, la morte di una persona dona la vita ad un'altra. Un esempio estremo di due opposti che coincidono, di una solidarietà anonima che domenica ha avuto la sua brava eccezione, con un padre che ha donato un organo al figlio ed erano entrambi a correre. Lo spettacolo c’è stato eccome, l’accoglienza dei Vigili del Fuoco, che hanno portato dei premi in memoria di un loro collega tragicamente morto in servizio sotto i loggiati della Provincia. Gli stand di scarpe e di moto. Gli atleti di elite. Noi runner senza top, come dice Claudio, ci aggiravamo ammirati nella festa, ci si scaldava e si correva come se si fosse dei corridori anche noi. Alla velocità di crociera di 5’ 10”/Km ci siamo fatta tutta la corsa, scambiando anche qualche parolina. In un punto in cui la lucidità cominciava a difettare abbiamo chiesto anche informazioni se eravamo sulla strada giusta. Le classifiche hanno fotografato lo stato di salute del Gruppo e dei suoi atleti (i complimenti ad Andrea Del Seppia che ha fatto un tempone su questa distanza) ma le classifiche non parlano di tutti quelli del Gruppo che invece sono stati impegnati ad assisterci alla partenza e in gara e ai quali va il nostro ringraziamento per gli incoraggiamenti ricevuti nel ristoro e negli spugnaggi. Ora, bando ai discorsi e occhio ai debiti contratti con il Gruppo per l'iscrizione. Chi è in debito, e chi scrive ahimè è tra questi, saldi quanto prima.

Commenti

valterb
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La poesia non si insegna, ma è nella mente di chi la crea. Bravo Massimo, bel pezzo!
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